Negli ultimi giorni si è parlato molto della Chiesa riguardo alla pedofilia: Papa Benedetto XVI ha dichiarato che “si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità” proprio come è scritto nella guida sulle procedure canoniche della Congregazione per la Dottrina della Fede, e non solo prendendo provvedimenti nel campo della Chiesa, come la scomunica di un prete.
Sono, purtroppo, spesso avvenuti abusi sui minori da parte degli uomini di Chiesa, ma è sempre stata rara la denuncia da parte delle vittime.
Papa Ratzinger però ha anche dichiarato che “la pedofilia si può perdonare, mentre altri reati come l’aborto no”.
Ma come si può perdonare un reato tanto grave come la pedofilia? Anche l’aborto può essere considerato reato, ma mentre questo è una scelta personale l’abuso da parte di un adulto nei confronti di un minore non lo è, per questo è chiamato “abuso” (parola che deriva dal latino ABUSUS-ABUTI e significa “cattivo uso; eccesso; usare in male”). Se un certo atto che per essere svolto prevede la volontà di due individui, uno dei due non è “consenziente” e viene di conseguenza forzato, obbligato e quindi violentato, non esistono scuse: è un reato, un grave reato. Unadonna che decida di abortire lo fa di propria volontà e, dato che una madre prende le decisioni al posto del figlio fino a che questo non è maggiorenne, non c’è nessuna forzatura, nessun obbligo; la donna in questione ha fatto una scelta, giusta o sbagliata che sia, l’opinione è personale. Mentre violare la mente ed il corpo di una persona che non vuole è un errore imperdonabile, non esistono opinioni.
Se una donna decide di abortire riguarda lei e solo lei, i problemi causati da questa decisione sono suoi. Ma un bambino che viene violentato se lo porterà dentro per tutta la vita, è un trauma che niente e nessuno potrà risparmiargli o cancellargli.
Un reato tale è grave in tutte le sfaccettature che gli si possano dare, ma se commesso da un uomo di chiesa è eticamente ancora peggiore: un prete che predica il sesto comandamento, ovvero “non commettere atti impuri” e poi compie azioni del genere non può essere considerato un uomo, ma solo (concedetemelo) una bestia.
Si può dire, quindi, che chi dovrebbe dare il buon esempio in realtà “predica bene e razzola male”.
di Giulia